Perché vi piace l’arancione
Michele Carrabba, giovane autore bolognese, in questo testo racconta la sua visione della realtà, prendendo spunto dall’osservazione della vita di tutti giorni per arrivare a formulare inattese conclusioni. Nato a Bologna nel 1999, ha conseguito la laurea in Lettere all’Alma Mater Studiorum di Bologna. Musicista polistrumentista e pilota VDS, durante gli studi universitari scopre la passione per la scrittura, la filosofia e l’arte.
Perché vi piace l’arancione è disponibile sui principali store digitali in formato ebook. La versione ebook è disponibili in lingua italiana in tutti i paesi del mondo.
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Vertigini di potenza
Questo non è un libro. E io non volevo scrivere questa premessa. Ma ho pensato che sarebbe stato un po’ inelegante iniziare così, dal niente, subito con il primo pensiero, senza giustificazioni, senza alcuna spiegazione.
Ci sono Settecento pensieri in questo libro. Sì, Settecento, non uno in più né uno in meno (ammesso che sia stato fatto bene l’editing del lavoro – e questo non lo posso promettere). Coprono circa dieci anni di vita, sono essi stessi parte della vita, intesa come contemplazione. Le lettrici e i lettori sono così liberissime e liberissimi di saltare da un pensiero all’altro come un delfino da un’onda di mare più scura ad una più bianca, sulle nuvole della fantasia. È un libro senza alcuna imposizione, che non impone di essere letto dall’inizio alla fine, un po’ come un dizionario: un dizionario della follia tradotta in ragione. O della follia e basta.
Scorre la pioggia mentre il vetro riflette il volto della fantasia.
Questo, ad esempio, potrebbe essere uno dei Settecento, ma non lo sarà solo perché l’ho scritto proprio adesso, e la lista era già al completo.
Nella notte stellata, un sogno si dipingeva nell’ombra.
Nel tramonto lontano lontano, risiedeva il volto dell’eternità.
Pensieri. Settecento: la scienza esatta dei numeri ordina l’animo, ho letto da qualche parte.
Non so a chi possano arrivare questi fogli sbruciacchiati, che ho paura di far scivolare fra le dita. Ma non si possono comandare i propri desideri, nella pioggia del pomeriggio, e mi aveva preso la vaghezza di mettere un po’ d’ordine a quel guazzabuglio di robe che è l’animo umano.
Ci sono pensieri da una riga, da cinque o da dieci. Uno dei pensieri in realtà è un piccolo diario che scrissi nel 2016, a scuola, per la precisione al Liceo Minghetti. È il numero 350. L’ho posto a metà di Vertigini di Potenza, perché fu il primo tentativo, dalla età della ragione, di mettermi a scrivere su carta ciò che pensavo, e credo che sia stata forse la prima scelta di quel bivio, di quel sentiero, di questo, che m’ha portato qui. A proposito di quel pensiero, scusate se non è tutto bello quello che c’è scritto. Avevo una matita colorata ma poco appuntita, secondo me, allora, e nel porlo qua insieme agli altri, c’era una scelta difficile da compiere: lavorarci a lungo e intensamente, sopra a Verranno a prenderci, ma così avrei calcato la mano di oggi su quella mia così burbera del passato. Allora ho lasciato perdere, ho detto, pazienza, sì, così, lasciamolo così, con gli sputi su me stesso, con gli sputi agli altri, al mondo, al mondo che così mi appariva, grigio, come oggi, ma di un grigio tinto di libertà.
Ascolta. Volevi un cuore che fosse aperto all’ascolto, e osservare – al di là – ciò che ti circonda, – al di qua – la tua grande e pazza mente. Navigato l’immenso cielo stellato, ti sei perso tuttavia.
Hai cercato dentro te stesso? Sei tornato bambino? Sei diventato distante?
E adesso, è ora. Il dipinto, il dipinto, e questo libro, sì, questo ‘non libro’ – deve avere una fine. Fine. Una fine, un fine, dannato processo escatologico, nella mia mente, nella nostra mente, perché ho rinunciato a credere in Dio, e l’ho sostituito con la Mente Collettiva. Ma basta, basta, questo libro deve uscire, questo libro uscirà.
È leggero, questo libro è leggero, e si poserà come una piuma dove chiunque vorrà. Dove lo desidererà l’animo del momento, perché la mano, da sola, senza il governo della Coscienza, lo aprirà come vorrà, come con un libro delle domande, o delle risposte, o come con i Ricordi di Marco Aurelio, o i Ricordi di Guicciardini, o le Note Azzurre di Dossi, o gli Aforismi di Oscar Wilde, o Il mestiere di vivere di Cesare Pavese.
Insomma, leggendo laddove la vostra Mente guiderà la mano.
Con affetto per tutti i suoi lettori, questo libro e il suo autore vi ringraziano di cuore.
M.C.
Foschia – Dalla Città al Cielo
L’album d’esordio dei Foschia, uscito l’11 ottobre 2019 per Areasonica Records. Si ascolta e si acquista sui principali servizi digitali.
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