Nasce e vive e muore, dal fuoco che il calore fa tornare. È locomotiva di pennacchi di fumo, è traghetto che accompagna. Solo. Qui fra le mie dita con il sapore al palpitare, come fiume che scorre, inarrestabile vita che non si può fermare. È folto, quello, nella cenere, e cambia aspetto al suo mutare. Presto diviene bambino, quindi vecchio, ch’è fioco ormai il suo andare.
Ahi, ch’io possa, freddo, lasciarti qui, O compagno, a guardare la notte da solo.
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